IN GIRO PER LE MOSTRE DI TORINO
Tra Natura e Urbanità negli spazi ideali di Mery Rigo
di Ernesto Bodini
Si dice che quando un’opera
d’arte piace è vera… Spesso ciò corrisponde ad una o più sensazioni assai
ricorrenti, ma nel caso delle opere di Mery Rigo, di cui ho già parlato, tali
sensazioni diventano constatazioni, proprio come si può rilevare osservando le
sue copiose opere esposte (sino al 16 giugno prossimo) negli spazi espositivi
della Nadia Fabbroni Art Gallery di Torino in via Montebello 2/d. Il titolo
della personale “Fuga o
Libertà?” esprime due concetti esistenziali che paiono
rincorrere la bellezza delle descrizioni, in cui il rifugio è meta di
osservazione di una maestosità cromatica in tutti i suoi soggetti: dal più
emblematico naturalismo come ad esempio “Alba
di un nuovo giorno” (matita e olio su carta: 50 x 70) o al più
concentrato agglomerato urbano “Tra
cielo e città” (matita e olio su tela: 70 x 100) dove qui,
idealmente o meno, ipotizza l’arrivo di uccelli in fuga verso la libertà. Come
libera è l’espressione della pittrice-fotografa piemontese, i cui orizzonti
intendono esplorare quanto di meglio la Natura offre, tanto che parimenti
all’occorrenza la fotografia ne immortala il messaggio. La sensibilità e la
vena poetica (tenue ma reale) dell’artista valorizzano il suo talento, ma
soprattutto costituiscono una sapiente lettura fruibile tanto dai galleristi
quanto dal più “comune” osservatore… appassionato o di passaggio. Le opere
esposte: 25 a catalogo ed altrettante permanenti, sono il frutto di uno stile
dialettico che emerge anche dalla sua esperienza di fotografa che, come il
pennello e la matita, coglie nel segno tutti soggetti che sono un invito ad
osservare la Natura ed altri aspetti della vita quotidiana, simboli di vita
oltre che di libertà di pensiero, lasciando al fruitore la libera
interpretazione della poesia di questa artista, ormai di quasi trentennale
esperienza sempre più in ascesa e da un consolidato futuro in difesa
dell’ambiente e dell’arte. In questo contesto le metafore, qualora
l’osservatore dovesse rilevarle, sono puro astrattismo… da non confondere con
il ricercato estrattismo quale
“linea guida” dal punto di vista scientifico e sociale. Mi piace concludere
sottolineando che, anche nella consolidata impronta artistica di Mery Rigo,
ancora una volta a Torino l’Arte contribuisce a far rivivere gli spazi
espositivi sull’impronta del “prêt-à-porter” della Nadia Fabbroni Art Gallery,
a garanzia di una continuità di vita artistica e di cultura.
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