Doveroso onorare la preziosa Carta ma il rispetto?

 

DOVEROSO ONORARE LA FESTA DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA 

Ma tale dovere dovrebbe essere supportato dal

concreto rispetto dei diritti sanciti dalla stessa…

di Ernesto Bodini

È indubbio che ogni iniziativa volta a far conoscere (o rinverdire) tutto ciò che riguarda la nostra Nazione, è quanto mai doveroso oltre che utile affinché nessuno possa dire di non conoscere le basi di quella che si ritiene un’Italia libera e democratica, fondata su princìpi sani per una civile convivenza. Ciò è quanto si può dedurre dall’acquisire la conoscenza del testo della Costituzione della Repubblica Italiana (personalmente ne conservo alcune copie in più versioni da diversi anni). Anche per queste ragioni lunedì 2 giugno, Festa Nazionale della Repubblica, con i quotidiani la Repubblica e La Stampa in omaggio con le edizioni cartacee e digitali il testo della Costituzione Italiana accompagnata dalle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno” – scrive il Presidente Mattarella – nel 2025 celebriamo gli ottanta anni dalla Liberazione. Una ricorrenza importante. Reca con sé il richiamo alla liberazione da tutto ciò che ostacola libertà, democrazia, dedizione all’Italia, dignità di ciascuno, lavoro, giustizia». Se il suddetto Documento, alla soglie degli ottant’anni, è ritenuto la garanzia della nostra Costituzione che consiste nel viverla ogni giorno, va da sé che ogni cittadino si aspetta che tale principio teorico comprensivo di una serie di diritti si tramuti nella pratica; ma come più volte ho scritto, in molti casi ciò non avviene! Ad esempio, si parla tanto di libertà, ma essa viene sempre meno a cominciare dal fatto che la vita della collettività è sempre a maggior rischio in quanto è ben poco tutelata: c’é voluto un bel po’ di tempo, ad esempio, per far passare la Legge sulla sicurezza, prima della quale alcuni cittadini italiani hanno subìto la violazione della propria abitazione e tornarne in possesso solo dopo un certo tempo e con non poche difficoltà. Un abuso, verrebbe da dire, che non subirebbero determinate Autorità… evidentemente ben più protette! (Agli oppositori di questo nuovo provvedimento legislativo vorrei chiedere cosa farebbero se un giorno rientrando a casa la trovassero occupata..., e a questo riguardo non mi risulta che giornalisti abbiano fatto loro questa domanda). Si parla dunque di diritti come il rispetto delle Leggi ma alcune di queste pur essendo in corso non sono applicate vedasi le molte barriere architettoniche (pubbliche e private) ancora esistenti, il diritto ad un posto di lavoro per i disabili quasi impossibile ottenerne il rispetto; come pure notevole è l’attuale carenza degli insegnanti di sostegno, e in taluni casi anche altri tipi di sostegno. Se poi si vuole tirare in ballo il SSN, i cui diritti di prestazioni sono enunciati dalla Legge 833/1978 e dalla stessa Costituzione, ci sarebbe da aprire un dibattito che non avrebbe fine, ma mi limiterei ad evidenziare che in questi ultimi anni alcuni milioni di italiani hanno dovuto rinunciare a farsi curare proprio per talune inefficienze del SSN. E questo rientra nelle garanzie della Costituzione? E che dire delle ancora migliaia di detenuti innocenti a causa di errori giudiziari, che non riescono a dimostrare la propria reale innocenza? La Legge è uguale per tutti o per chi se la può permettere? Anche questo rientra nei diritti di una garanzia costituzionale? Proseguendo, che dire dei quasi sei milioni di poveri che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, colazione e merenda neanche a parlarne? Ma andiamo ancora oltre. Tirando in ballo il male endemico (ormai ancestrale) che è la burocrazia, che dire a questo riguardo che tale “malaffare” persiste (creando danni e vittime) e che nessuno si prodiga per estirparlo o ridimensionarlo? L’Italia si decantata da più parti a torto o a ragione (secondo i punti di vista) universalmente democratica, si avvale per libertà e per diritto dell’operato degli oltre 5,5 milioni di volontari impegnati in diversissimi settori ma, guarda caso, nessuno si è mai impegnato in modo costante e determinato nel combattere la burocrazia e, se mi è consentito dire, questa ”assenza” preoccupa non poco…

A tal riguardo sarebbe utile sapere se nelle Scuole Superiori e nelle Facoltà Umanistiche nel ricordare i protagonisti della Letteratura e della saggezza, ad esempio, viene menzionato quanto asseriva Alessandro Manzoni (1785-1873): «Noi italiani in genere siamo fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani e ci curviamo sdegnati e in silenzio sotto gli estremi»; menzione che a distanza di oltre due secoli nella pratica è ancora più che attuale, come lo è altrettanto quella che dice: «Generalmente gli italiani preferiscono vivere con un problema che non riescono a risolvere, piuttosto che accettare una soluzione che non riescono a comprendere». Ora, è pur vero che la elaborazione della Costituente è frutto della lungimiranza e saggezza degli autorevoli protagonisti che l’hanno voluta e redatta, memori dell’usurpazione del ventennio precedente, ma è altrettanto vero che non immaginavano che la scarsa realizzazione pratica avrebbe trovato nei decenni numerosi ostacoli, primo fra questi, manco a dirlo, proprio la burocrazia. Gli articoli della Costituzione sono 139, ma se si rispettasse soprattutto l’art. 3 (secondo capoverso in particolare), a mio avviso forse si potrebbe parlare di garanzia e di rispetto di tutti gli altri diritti contemplati. Ma così non è, anche per il fatto che da alcuni anni ormai, è venuta meno la trasparenza tra Istituzioni e cittadini, sia nel non rispondere alle loro missive che nel non dare udienza “de visu” agli stessi… anche per casi di una certa importanza. Evidentemente il progresso tecnologico ha in parte preso il “sopravvento” anche sulla Costituzione tanto da rendere difficile poterla onorare nel modo dovuto, ma questo non giustifica affatto il venir meno al rispetto dei diritti dei cittadini: come esiste la cosiddetta anòmia legislativa (assenza o carenza di Leggi), a parer mio esiste anche l’anòmia della applicazione e rispetto dei diritti. Alla luce di tutto ciò mi si dica pure delle mie manchevolezze, se finalmente non diremo cose che a qualcuno dispiaceranno, non diremo mai per intero la verità!



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