C'é ancora molto da fare...

 

NON SI FA ABBASTANZA PER TUTELARE LA SOCIETÀ 

Ogni azione negativa comportamentale si perpetua quotidianamente, come se si volesse

 estinguere il valore della vita umana. Gli errori del passato si pagano a caro prezzo…

di Ernesto Bodini

Il mondo, come pure la nostra Italia, continua a disperarsi ma nulla o poco cambia. Dalle morti sul posto di lavoro ai reati stradali, dai femminicidi ai delitti più efferati nei confronti di chiunque, dalla corruzione all’evasione, dalle interminabili diatribe politiche quotidiane agli effetti più negativi in tema di giustizia (le carceri sono sempre più sovraffollate), dalla povertà sempre più dilagante al declassamento del Sistema sanitario, etc. Tutti questi fatti, ed altri ancora, delineano il quadro di una Nazione dalla palese ed irresponsabile inconsistenza (o comunque insufficiente) gestionale e quindi per nulla garantista, ancorché aggravato dall’inerzia del cittadino comune nella misura del 99 per cento che, pur lamentandosi, non sa prendere una posizione diretta contro i responsabili delle inefficienze istituzionali e quindi contro la burocrazia che, per antonomasia andrebbe rimossa per il solo fatto che non è “contemplata” nella Costituzione. Per contro abbiamo un pletora di leggi e norme (anche arcaiche) che dovrebbero tutelarci ad oltranza, ma di fatto in gran parte sono e restano solo scritte sia pur avvalorate dai quattro Codici. Ma l’inosservanza trova conferma in quanto sosteneva il cardinale francese Armand-Jean du Plessis duca di Richelieu (1585-1642): «Promulgare una legge e non farla rispettare è come autorizzare la cosa che si vuole proibire»; inoltre lo storico senatore romano Publio Cornelio Tacito (55-117) ci ricorda: «Corruptissima repubblica plurimae leges», ossia, moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto. Ma va anche precisato che secondo il principio giuridico e la ratio, quando una legge o una norma (ma non consuetudine) sono in vigore, si deduce che debbano essere rispettate; ma se determinati diritti sanciti per legge o norme procedurali non possono essere rispettati dalla P.A., le stesse leggi dovrebbero essere abrogate, o almeno modificate… per essere applicate. Personalmente sono sempre più convinto, per il vero sin da quand0 ho compiuto la maggiore età e non indottrinato da alcuno, ma solo studiando gli effetti deleteri della politica che si riversano sulla società, che le inefficienze dello Stato per quanto paradossale vanno di pari passo con le “inefficienze del cittadino”, una sorta di paradosso, appunto, che nella concretezza non è recepito nemmeno dai vari movimenti associativi; e ciò è aggravato anche dal fatto che pur volendo trasmettere alla collettività suggerimenti e consigli, anche con esempi pratici, la stessa non li recepisce e preferisce subire… Si prendano ad esempio i molti problemi della Sanità pubblica che in non poche occasioni non riesce a garantire le molte esigenze dei cittadini-pazienti o potenzialmente tali; inoltre si continua a fare appello alla Costituzione ma nessuno si pone il problema del perché gran parte di essa non è rispettata, nemmeno dalle stesse Istituzioni. In questi ultimi anni, proprio in merito a tutti quei misfatti che ledono la libertà e la vita dei cittadini, anche se sono in corso provvedimenti legislativi a riguardo, personalmente ho seri dubbi che si riesca a ristabilire quel senso di civiltà che si è trascurato per troppo tempo. Negli anni passati si soleva dire: per raddrizzare un certo comportamento ci vuole il bastone e la carota; oggi, anche se si volesse osservare questo “metodo”, credo che non sarebbe sufficiente… il tempo perduto non lo si recupera più: dal ’68 in poi si sono lasciati scappare troppi buoi e chiuse altrettante stalle (sic!), e ciò anche a causa di scelte politiche sbagliate. Nel dizionario italiano esistono moltissimi aggettivi e verbi che si possono usare per definire questo disastro italiano (si noti il corsivo e l’assenza di virgolette), del quale tutti (meno gli autori responsabili dei reati) si vergognano, si indignano, si preoccupano e commentano, ma purtroppo esprimendosi con retoriche fiaccolate e cortei ogni volta che si verifica un evento lesivo alla persona e alla collettività; certamente un modo per sottolineare i fatti e per manifestare solidarietà alle vittime dei danni, ma che a mio avviso ha dell’ipocrisia in quanto tali azioni non portano da nessuna parte (applaudire al seguito di un feretro il defunto non sente e tanto meno resuscita…, in quanto nessuno di noi si chiama Lazzaro). Inoltre ci sono altre incongruenze, come quella relativa a quell’immancabile “buonismo”, talvolta espresso sotto forma di volontariato o pseudo solidarietà che pare voler risanare determinate situazioni, tanto meno salvaguardare il welfare, mentre nella realtà ogni azione è fine a se stessa ed è inutile per la collettività.

È ormai da troppo tempo che analizzo con molta severità, sia pur con i miei modesti limiti ma in piena coscienza, tutti questi eventi sociali e non ho mai trovato un interlocutore (cittadino comune) pronto a spendersi per fare altrettanto, forse perché prevale il qualunquismo seguito da un certo grado di irresponsabilità sociale che ci porta a dedurre: ognuno per sé e Dio per tutti! Amare e severe constatazioni che fanno presagire quanto di peggio si possa ancora immaginare e verificare, sia pur lasciando (doverosamente) un minimo spiraglio all’ottimismo. Ma intanto la cronaca è un bollettino quotidiano che ci elenca fatti e misfatti che un buon Governo dovrebbe saper prevenire, almeno in parte, mentre questo non è avvenuto o avviene limitatamente, e ciò non è mero pessimismo, a meno che si voglia fare come gli struzzi. Comunque, sta di fatto che la storia è sempre più stracolma di assurdità, ma anche di buoni esempi di civile convivenza e solidarietà; purtroppo, però, di questi ultimi non sempre se ne fa tesoro tant’è che l’efferatezza è nell’indole di molti esseri umani che tendono a soffocarli… chissà per quale recondito mistero cerebrale. Ora, mi rendo conto che queste contraddizioni fanno parte dell’umanità, ma nessuno ha mai capito e mai capirà le origini e l’eventuale fine ultimo. Insomma, un triste destino a noi assegnato ma non per questo ci si deve rassegnare perché la vita è destinata a proseguire, ma è necessario che ciascuno si sforzi di dare l’esempio, cominciando a denunciare più in forma soggettiva che collettiva (ma contemporaneamente), affinché venga messo agli atti la preoccupazione di ciascuno per il non rispetto dei propri diritti, se non anche della propria incolumità. Queste mie considerazioni hanno quindi dell’allarmistico a dir poco giustificato, proprio in ragione del fatto che non si fa abbastanza: leggi e norme devono seguire il pragmatismo, diversamente la retorica rischia di essere più lesiva degli eventi stessi. Un’ultima osservazione. Come annunciato dall’Ansa (8 settembre 2024), pare che la Presidente de Consiglio Meloni voglia proporre la medaglia d’oro (al valor civile?) in memoria del giovane che nei giorni scorsi è stato ucciso per futili motivi da un minorenne. A parte il fatto che non è l’unico caso simile, vorrei ricordare che il suddetto riconoscimento solitamente lo si propone a favore di chi ha compiuto azioni esemplari nei confronti del prossimo (l’eroismo è un’altra cosa!), dedicare una riconoscenza “post mortem” è mero appagamento dei testimoni-eredi, Istituzioni comprese, e non dell’interessato che non ne può fruire. In buona sostanza ritengo che per onorare la memoria di chi ha perso la vita in particolari circostanze, sia sufficiente ricordare la persona compiendo delle buone azioni in ambito sociale (peraltro doverose) e, all’occorrenza, sostenendo i suoi famigliari nel bisogno concreto. Concludo precisando che a fronte di questi ripetuti ed interminabili eventi contro la persona, la cosiddetta “zona franca” non è solo una determinata città, ma l’Italia intera, che peraltro continua ad incrementare l’albo degli “eroi”… oltre che delle vittime, che si possono evitare con la massima prevenzione (non solo repressione), e questo è il primo dovere istituzionale da perseguire senza sosta...!

 

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