LA NOSTRA VITA COSTANTEMENTE IN BILICO
PER LA PREPOTENTE MANO ALTRUI
La Costituzione (art. 13) e le Leggi al seguito
continuano
a non essere sufficienti per garantirci
l’incolumità
di Ernesto
Bodini
Ogni giorno, o quasi, si continua ad informare
l’opinione pubblica dei molti reati penali contro la persona e il patrimonio,
ad opera di soggetti (questo sarebbe il termine più appropriato, per non usarne
altri) che spadroneggiano in diverse città e paesi dell’Italia, soprattutto nel
sud. Arroganza, dispotismo e odio verso persone che ritengono essere loro
inferiori, sono atteggiamenti manifestati con l’uso delle armi al fine di
ledere o sopprimere una vita umna; ed è
evidente che ciò non è tollerato dalle nostre Leggi, come pure dalla
razionalità; ma ciò nonostante si continua a delinquere e ad uccidere, spesso
persone che nulla hanno a che vedere con i loro aggressori e/o carnefici, con
l’esito finale che ogni vittima è un “trofeo” da esibire all’opinione pubblica
su vari social. Tale fenomeno è aggravato dal fatto che parte di questi autori
sono minorenni, e poco o nulla si sa delle loro famiglie giacché non ho mai
letto una intervista ad esse, quindi per sapere quale “giustificazioni”
darebbero ai loro figli delinquenti (anche questo ritengo essere un termine
appropriato), ammesso e non concesso che non siano esse stesse della stessa
indole delinquenziale inducendo la loro prole sulla strada della criminalità e
della perdizione… Ma ci siamo mai chiesti quali le cause che hanno dato origine
a questo fenomeno, peraltro sempre più in ascesa? Da voci autorevoli si sente
ripetere versioni come: «… sono venuti a
mancare certi valori», «Sono soggetti
che non hanno alcun punto di riferimento»; “Insofferenti a tutto ciò che è morale e disciplina», «Sono caratteri dissociativi», etc.
Personalmente ritengo essere affermazioni alquanto retoriche che non dovrebbero
far parte del lessico di questo o quel professionista dedito a giudizi
sociologici, psicologici, etc.; mentre sarebbe molto più utile individuare le
fonti che alterano la mente di questi soggetti, e a mio parere non ci vuole
molto per stabilire che il progresso tecnologico è il primo responsabile
attraverso i numerosi social, le numerose proposte offerte da certi programmi
televisivi, la cinematografia (compresa l’abolizione della censura in questo
settore), il potere di aggregazione promosso da certi leader dello spettacolo e
dello sport in quanto "creatori" di fan in delirio, per non parlare poi di
determinati spot pubblicitari. Poiché in questi decenni benessere e agiatezze
d’ogni tipo fanno comodo praticamente a tutti, quelli che non riescono ad
ottenerle in modo lecito e veloce, ricorrono ad azioni che sono spesso lesive e
che vanno ben oltre la legalità. Inoltre, il fatto che le Forze dell’Ordine e
le varie Autorità preposte non riescano a contenere questa escalation, è un
ulteriore gravissimo segnale d’allarme che non viene avvertito sufficientemente
dalla popolazione in genere… che costantemente subisce.

Anche in quest’epoca, come in molte altre del passato,
la vita e la morte dell’essere umano sono eventi la cui considerazione è sempre
stata ambivalente ed equivoca, tanto da “rinnegare” le proprie origini sino a
comportare l’annullamento di tutto ciò che non si ritiene condivisibile, vita
umana altrui e propria comprese. E se ciò è indice di assurdità, anche se tale
tarmine è un eufemismo, diventa sempre più urgente agire ogni volta che sia
possibile per intuire e prevenire ogni azione criminosa, poiché ogni ritardo od
inefficienza in tal senso favorisce un contributo alla estinzione umana,
peraltro aggravata da altri eventi (come quelli causati dalla Natura) e quindi
dal conseguente non ricambio generazionale. Anche se personalmente non ho alcun
titolo specifico per approfondire questi problemi di natura sociologico-comportamentale,
ritengo di essere sufficientemente in grado di esprimere una forte
preoccupazione che, stando ai fatti, non mi pare essere all’attenzione di
tutti, politici-governanti compresi… quanto meno non in modo sufficiente per
garnatire l’incolumità di noi tutti. In buona sostanza, ciascuno di noi dovrebbe
chiedersi ogni giorno: oggi esco di casa per recarmi al lavoro o dove ho
necessita, ma sono sicuro di rientrare sano e salvo? La realtà quotidiana non
ci garantisce una risposta e tanto meno una sicurezza; da qui la nostra vita è
sempre più in bilico perché alla mercè altrui.
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