La dignità allo specchio

 

LA DIGNITÀ ALLO SPECCHIO

Un virtù che fa parte dell’uomo sin dai suoi esordi,

ma il possederla nel concreto è ben altra cosa

di Ernesto Bodini

Qualche tempo fa ho fatto una breve ricerca su concetto di Dignità, parola di un certo impegno che solitamente si pronuncia quasi sempre invocandone il rispetto, specie quando si è nella condizione di difenderci da qualcosa e in particolare da qualcuno. È certamente umano farne ricorso nel contesto di un certo “impegno”, soprattutto quando si è in difficoltà nei rapporti umani; ma purtroppo oggi tale ricorso sembra essere più una citazione di comodo e raramente sostenibile, ma a io credo che non se ne conosca a fondo il reale concetto, figuriamoci il metterlo in pratica. Quindi, da questa breve ricerca che ho in parte “rielaborato” sul concetto di dignità, ne ripropongo il testo qui di seguito.

La dignità è la virtù che valorizza la persona. Si può essere ricchi, belli, famosi, intelligenti e non avere per nulla dignità. Una persona dignitosa si comporta convenientemente, mostrando coerenza, equilibrio ed autocontrollo; non si mette in mostra, non cerca di far colpo sugli altri, non ricerca la lode, gli onori o l’approvazione degli uomini, e neanche la pietà umana; in particolare, rifugge tutti gli eccessi (nelle amicizie, nel mangiare, nel vestire, nel parlare, etc.). Inoltre,  sa distinguere il perdono dalla tolleranza: sa perdonare chi ha commesso un torto inaccettabile… Quando si perdona qualcuno, non è necessario tollerare ciò che ha fatto: lo si può perdonare anche rifiutando di tollerare le sue azioni. La persona degna è quella adatta, capace, che soddisfa tutti i requisiti e che quindi merita una certa posizione e rispetto. Il grande errore delle religioni (di tutte le Fedi) è che ci si possano acquistare meriti davanti a Dio, e che quindi si possa diventare degni della salvezza. Si possono soddisfare forse i requisiti umani, ma quelli di Dio? Uno solo li ha soddisfatti, e lo ha fatto per noi: Gesù. Ma spesso l’uomo, specie se ha potere, non è degno; ed ancor meno, se tale potere lo esercita nei confronti di un suo simile semplicemente perché lo ritiene a lui inferiore. Quindi, ben poco  degni, o per nulla, i despoti e tiranni che sono a capo degli oltre cinquanta conflitti attivi attualmente nel mondo. Mi rendo conto che ciò è quanto di più facile scrivendone, mentre interpretare e mettere in pratica ogni giorno il concetto di dignità, è come scalare una montagna senza alcun appiglio; e questo perché abbiamo a che fare con i nostri limiti, le nostre debolezze, i nostri difetti, le nostre imperfezioni… e anche le nostre paure. Ma allora perché dare censo al concetto di dignità? Io credo che un buon inizio sia quello di concepirne l’essenza rivedendo la persona, mettendo al bando ogni pregiudizio e considerazione negativa verso i propri simili e, da questo punto di vista, non c’è differenza di fede religiosa che tenga… anche se purtroppo non è così. Ma pure le notevoli differenze culturali influiscono notevolmente, e sono proprio queste ad allontanare i popoli dal buon senso e dalla razionalità, e conseguentemente dal rispetto, e alla luce degli eventi sempre più quotidiani il concetto di dignità sembra distanziarci sempre di più. A memoria, ritengo che non ci sia stato illustre storico o filosofo che nel corso della sua esistenza non abbia chiamato in causa il concetto di dignità, lasciando ai posteri ampia libertà di comprensione e considerazione poiché rapportate alla Persona all’interno dell’Universo. Ecco che riproporre questo concetto, se rispettato, assume il valore di virtù e potrebbe voler dire: «Per essere degni di una virtù, bisogna essere degni di meritarla».


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