Il valore dell'onestà intellettuale...

 

SE L’ONESTÀ INTELLETTUALE HA ANCORA UN SENSO…

Meno eccessi e più sobrietà se si vuole veramente

rispettare chi ci ha preceduto quali eredi di San Pietro 

di Ernesto Bodini

Premetto che sono uno dei tanti (per non dire tutti, nessuno escluso da quando esiste l’uomo sulla Terra) che non può scagliare la prima pietra. Ma alla luce di quanto si sta verificando in questi giorni per il decesso del Pontefice, sarebbe il caso di ridimensionare il lancio dei propri dardi che, nei Suoi riguardi, avrebbe valore di una sorta di anatema o concetto analogo. Infatti, scorrendo le molte pagine dei quotidiani e reportage televisivi, sono emersi giudizi poco “cristiani” corredati di pregiudizi, e magari anche con un po’ di antipatia nei riguardi di coLui (la maiuscola è una forma di rispetto per la circostanza) che bene o male ha retto il Suo Pontificato. Tuttavia, mi sento in “dovere” di fare qualche considerazione, sia mettendo al bando l’ipocrisia e sia in quanto anticonformista. Anzitutto vorrei precisare che il Papa a volte viene denominato Santo Padre, espressione di luogo comune, come verrebbe intesa, ma è bene rammentare che nessun Essere umano è stato Santo in Terra, mentre potrebbe diventarlo post-mortem e, non a caso, su “nomina” del Papa dopo che secondo l’iter (Venerabile, Beato, Santo) si è dimostrato che il candidato abbia compiuto almeno un miracolo. Inoltre, molti fedeli e non, hanno attribuito a questo Pontefice meriti di particolare valenza cristiana e umanitaria, ma a parer mio tale attribuzione è una sorta di pleonasmo in quanto ogni azione volta al benessere dell’umanità dovrebbe (mi si perdoni il condizionale) rientrare nei suoi specifici voti, ruoli e comportamenti. Aggiungo pure che anch’Egli (come tutti noi, nessuno escluso), in quanto umano terrestre, è erede del peccato originale, con pregi e difetti. Chi non ne ha? Il fatto, poi, che per le esequie in corso ci sia molto dispendio d’ogni tipo (risorse umane, denaro), ed eccessivo censo di informazione dando risalto più del dovuto alle molteplici presenze intervenute: oltre a fedeli e pellegrini, ai membri del Clero, ai vari capi di Stato, associazioni, delegazioni varie, etc., non mi pare sia giustificato giacché ai precedenti Pontefici non fu data altrettanta risonanza, e cinque giorni di lutto nazionale per il nostro Paese mi sembra addirittura mera ipocrisia. Da più parti si sostiene che in vita di questo Pontefice si è detto e scritto di tutto di più, e oggi le cui spoglie sono ancora calde, si continua a rievocare pedissequamente origini e prese di posizione: chi sostiene che ha fatto poco e doveva (o poteva) fare di più, e chi dice che la retorica lo ha sempre accompagnato… Se poi si vuole chiamare in causa il concetto di umiltà credo sia corretto stendere un velo pietoso, poiché nessuno al mondo è stato ed è umile quanto necessario: s0lo Dio era ed è umile, cercando di trasmetterci questa virtù che, se la volessimo apprendere, il male nel mondo si estinguerebbe… sia pur gradualmente. Richiamando il titolo dell’articolo, a mio modesto avviso quello che manca in tutti noi è una necessaria “rivisitazione”, non solo del proprio credo ma anche di quella obiettività interiore (onestà intellettuale, appunto) che ci renda tutti uguali, sia pur nel rispetto dei propri ruoli terreni. Vorrei concludere esprimendo doverosa beatitudine al Pontefice, affinché il buon Dio lo accolga a sé e da lassù, insieme, vegliare sulle nostre anime peccatrici che purtroppo “non si piegano” nemmeno di fronte ad eventi come questo in quanto fin troppo ridondanti, e tanto meno davanti a tutti quelli che continuano a soffrire e perire per mano di chi si crede padrone della vita altrui. E proprio costoro, dovrebbero fare ammenda, sperando che il successore di San Pietro (267°) riesca ad essere un po’ più incisivo per ottenere la pace nel mondo. Infine, io credo che anche in questa circostanza è bene che cali un po’ di silenzio che se rispettato, avrebbe maggior valore delle argomentazioni in essere, in quanto lezione di vita per tutti gli esuberanti.




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