Cultura: tra buona volontà e ipocrisia

 

LA CULTURA OGGI: TRA BUONA VOLONTÀ E IPOCRISIA 

Non è detto che chi non è noto alla massa valga meno o nulla: anche chi

eccelle a volte è favorito unicamente da personali conoscenze e aderenze

di Ernesto Bodini

Tra le molteplici iniziative di interesse socio-culturale gran parte di esse sono proposte da Enti pubblici, personaggi autorevoli nelle varie discipline, associazioni profit e non profit e anche dai politici. Generalmente, qualunque sia l’argomento proposto e la sede dove esporlo l’affluenza di pubblico non manca, ma se chi propone (anche a titolo non profit) è persona “non rappresentativa” sia pur competente della sua argomentazione, molto raramente viene accolta ed ospitata ad esporre. Inoltre, va precisato che nel primo caso i mass media sono più propensi a darne annuncio, e a posteriori a recensire; nel secondo caso ciò avviene assai di rado soprattutto a commento della esposizione. Personalmente in questi anni in più occasioni ho avuto modo di esporre argomentazioni di valenza storica e socio-culturale quale relatore invitato, ma spesso le mie proposte sono state eluse (se non addirittura snobbate) soprattutto dagli Enti pubblici, e questo indipendentemente dall’avere o meno alcun titolo accademico. ma soprattutto perché da me proposte. Tutto ciò accadeva prima della pandemia da Covid-19, e al termine della quale la situazione è a dir poco peggiorata…! A conferma di questo fenomeno che definisco ipocrisia socio-culturale (l'ipocrisia si annida sempre nel cuore di chi non vale niente), bisogna fare i conti con le varie fonti di comunicazione e quindi di tutti i cosiddetti social, potenti mezzi  che condizionano e veicolano l’informazione a seconda se i protagonisti interessati di cui sopra hanno una certa visibilità sostenuta dai propri fallower, come dire che vale più l’apparire che l’Essere e, se in certi casi, i protagonisti “alla ribalta” alla resa dei conti non valgono nulla poco importa! Ecco che tutto ciò che produce la cultura più spontanea e genuina fa parte del poco o del nulla, lasciando spazio alle mentalità e alle azioni più degenerate… con le conseguenze che ben si possono constatare quasi ogni giorno un po’ ovunque. Un ulteriore aspetto della ipocrisia è il continuo rammentarci dei valori socio-culturali nazionali e sovranazionali, soprattutto chiamando in causa pedissequamente la Costituzione, e a seguire dando censo alle varie manifestazioni promosse da Istituzioni o da Enti Associativi che contano… È pur vero che si fa cultura, o meglio la si diffonde, anche attraverso programmi televisivi, ma è altrettanto vero che talune scelte sono discutibili, come lo sono i protagonisti invitati a condurre, come dire che se non si appartiene ad una certa “corrente” o a una certa casta non si è nemmeno considerati. In compenso, però, programmi televisivi come i giochi a quiz, dibattiti da salotto (in senso negativo) e spot pubblicitari di dubbia qualità recitativa e morale, hanno una audience assai notevole.

Ecco, in sintesi, la comunicazione culturale che si va disgregando, aggravata dalla perdita di quei valori che ci appartenevano e che (come ribadisco) grazie ai mass media e alle varie manifestazioni ipocrite individuabili ovunque, è purtroppo impensabile un felice ritorno degli stessi. Forse qualcuno mi individuerebbe come una sorta di “ideologo-provocatore”, niente di tutto ciò perché chi scrive comunica da oltre cinque lustri, quasi sempre a titolo gratuito e a volte a proprie spese, con i vantaggi di non avere alcuna velleità e tanto meno essere mai sceso a compromessi. Il personale e quasi unico conforto mi è dato dalle letture, dalla ricerca e dallo studio: non dimentichiamo che i primi “veri” amici sono i libri  ai quali non possiamo comunicare, ma essi ci parlano attraverso i numerosi capitoli lasciandoci le loro impronte di saggezza e di benessere psico-fisico. Un’ultima riflessione: un buon comunicatore senza pubblico il più delle volte è meno “condizionato” dagli applausi degli astanti, il cui fragore non sempre determina aver compreso quanto loro trasmesso.




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