CONTRO GLI EVENTI BUROCRATICI
L’INEFFICIENZA DEL VOLONTARIATO
È pur vero che ogni atto di solidarietà ha i suoi valori, ma allo stesso tempo è poco utile di fronte alla inefficienza delle Istituzioni sempre più distanti…
di Ernesto Bodini
Quante
illazioni e deduzioni si possono fare sul nostro agire in tema di volontariato.
Sicuramente le più disparate, ma per la maggior parte sono molto simili: c’é
chi sostiene che il prossimo vada aiutato con la raccolta fondi (denaro),
peraltro anche a sostegno della Ricerca; c’é chi è più orientato ad intervenire
con gambe e braccia a seconda delle necessità dei destinatari, c’é chi invece
intende svolgere attività promozionali e di comunicazione. Ma come torno a
dire, non c’é nessuno (e non c’é mai stato) che si cimenti nell’agire con
determinazione contro la burocrazia; eppure ce n’é un gran bisogno anche perché
il farvi fronte sono convinto che ridimensionerebbe alcune azioni di volontariato,
comunemente inteso, senza per questo alienare lo spirito di solidarietà di chi
intende agire in un modo o in un altro a favore del prossimo. Ma purtroppo mi è
difficile immaginare persone votate ad agire contro la burocrazia a tutela dei
propri simili, in quanto il paradosso è che chi volesse contestare eventi
burocratici da parte di questa o quella P.A., peraltro facilmente prevedibili ancor
più con l’abolizione dell’art. 323 del C.P. (abuso d’ufficio), è più orientato a
scendere in piazza in cortei con manifestazioni, sitin e fiaccolate (tafferugli
e vandalismi compresi) che lasciano il tempo che trovano. Tra le carenze
istituzionali che andrebbero contestate vi è la non tutela e quindi il non
sostegno fisico-pratico di molti anziani e persone con disabilità, per le quali
un “pool di volontari” potrebbe prodigarsi tutelandoli dalle ingiustizie. Si
consideri, ad esempio, l’esigenza di molti di spostarsi e di comunicare specie
per ragioni sanitarie, sono persone con palesi difficoltà motorie se non anche “cognitive”,
oltre che economiche, tanto da non potersi permettere una postazione online…, e
magari anche privi della relativa dimestichezza all’uso. Ma chi aiuta questo
piccolo esercito di trascurati? Per quello che mi consta non certo le
Istituzoni pubbliche (o comunque molto limitatamente), e nemmeno liberi
concittadini, come dire: “aiutati che il
ciel t’aiuta”. Insomma, uno sfacciato menefreghismo che sicuramente non
esisteva nemmeno in tempo di guerra e in tempi successivi, nonostante allora
non ci fossero accorgimenti di sostegno e determinate Leggi per alcuni diritti.
Ecco, quindi, che cosa offre oggi il progresso, l’emancipazione e quello che
ancora molti definiscono il benessere, ma che paradossalmente tale non è per
una gran parte della popolazione, a cominciare dagli oltre 6 milioni di poveri,
e i 14 milioni di anziani tutti affetti da almeno due patologie croniche, se
non anche invalidanti. Insomma, è tutto questo l’altruismo di cui si fanno
vanto le Istituzioni sia a livello apicale che locale, come pure determinate
associazioni? È perfettamente inutile emanare Leggi che prevedono determinati
diritti se poi non vi è la relativa concretezza… alla faccia dell’art. 3 della
Costituzione perennemente inosservato. Personalmente vorrei immaginare tutti
gli abbienti, compresi i nostri parlamentari, alle prese con la burocrazia ma
senza mettere mano al portafogli e tanto meno ricorrere alle proprie aderenze e
“abusando” della propria posizione istituzionale e/o sociale, tanto meno
ricorrere alla consulenza legale; già, perché spesso una “comune” azione
burocratica la si potrebbe affrontare senza l’intervento di un legale. Ma
esiste qualche paladino votato in tal senso? Non mi risulta! Inoltre, a tutti
coloro che si “scaricano” la coscienza versando un obolo, ora a destra ora a
manca, vorrei prospettare qualche loro “serio” ostacolo da superare e attendere
la conclusione della loro vicenda… E il ricorrere ai mass media, soprattutto
televisivi, per segnalare un qualunque episodio di carattere burocratico,
tranne qualche rara eccezione solitamente non porta alla soluzione del problema…
Il fatto è che l’italiano medio non ha ancora smesso i panni del pietismo e del
piangersi addosso (in molti altri casi anche di menefreghismo o quanto meno di
superficialità), che però cerca di farsi sostenere da qualche gesto di carità
cristiana, il più delle volte per certi versi discutibile. Inoltre, a tal
riguardo, per i casi più particolari e urgenti si tende a promuovere collette
con richiesta di denaro che, tra l’altro, non sempre risolve certi problemi, o
comunque non a sufficienza. La presenza umana, capace e competente a tutela del
debole, soprattutto nei momenti di defaillance,
è spesso la massima espressione di concreta considerazione. Oggi, anche per
un minimo disorientamento psico-sociale si tende ricorrere agli psicologi e
agli psicoterapeuti, a mio avviso un eccesso se si considera che nemmeno i
drammi causati dal conflitto hanno necessitato tale ricorso. Alla luce dei
fatti quotidiani è evidente che l’animo umano si è impoverito tanto da non
sopportare la benché minima delusione o sconforto e, a fagocitare questo
malessere, da sempre chiamo in causa l’insensibilità e l’assenza delle
Istituzioni, come pure determinati programmi televisivi quali promotori di
emulazioni, che sono appunto l’anticamera di illusioni e delusioni (ed altro
ancora); questo per quanto riguarda soprattutto le giovani generazioni. Ma
tornando alle più importanti ed impellenti necessità dell’adulto, ancorché anziano e con patologie vittima della burocrazia, vedasi ad esempio i continui
episodi di truffa, per non parlare del bullismo in ambito scolastico, ci
ritroviamo al centro di una società dalla costante ed incontrollabile
evoluzione, a causa della quale possiamo aspettarci ogni sorta di conseguenze
lesive alla nostra persona, ai nostri averi, ai nostri affetti e alla nostra
dignità. Da tempo sostengo, seppur per il momento idealmente, la nascita di
“Templari in versione moderna”, una sorta di condottieri d’indole filantropica
per tutelare i nostri concittadini che definirei i “pellegrini allo sbando” e
alla mercè della burocrazia e talora proprio dei burocrati.
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