IL MINISTERO DEL MARE? UNA TROVATA CHE SPROFONDA NELLA IRRAZIONALITÀ
L’istituzione di un nuovo
Ministero è un ulteriore parto della sempre gravida
burocrazia. Così
diventerebbero 15 i figli senza padre che si chiama Buon Senso
di Ernesto Bodini
Parlare di pura follia in ambiente politico non è un eufemismo ma una
radicata constatazione, soprattutto nel nostro Paese dove le novità spesso equivalgono
a parti plurigemellari pilotati e quindi con l’inevitabile sofferenza… per la
popolazione. È di questi giorni la trovata di Giorgia Meloni (romana doc, classe
1977), super leader de’ I Fratelli d’Italia che, secondo quanto riportato
dall’Ansa (4 settembre), proporrebbe l’istituzione del Ministero del Mare; una sua coerenza che va a “giustificare” la
reggenza del Ministero della Gioventù (nel quarto Governo Berlusconi), oggi
Ministero delle Politiche Giovanili, a dispetto della inesistenza di un più
preciso Ministero della Vecchiaia. Di questo passo, se la sua proposta prendesse
piede, varrebbe la pena suggerire l’istituzione di altri Dicasteri come il
Ministero della Montagna e della Collina, il Ministero dei Fiumi e dei Laghi,
il Ministero dell’Universo (ovviamente limitato al cielo italiano) e chissà
quanto altro ancora si potrebbe proporre. È pur vero che la realtà delle
cosiddette Infrastrutture e dei Trasporti, che sono retti dal rispettivo
Ministero, presenta una serie interminabile di problemi ma non per questo credo
sia il caso far nascere il quindicesimo Ministero che, detto per inciso,
comporterebbe la nomina del relativo ministro, vice ministro, sottosegretario,
consulenti e vari portaborse (più popolarmente galoppini sottopagati); inoltre
questa fagocitosi andrebbe ad incrementare inevitabilmente la macchina della burocrazia
con le relative conseguenze. A mio avviso si tratta di una palese boutade prettamente
politica firmata Meloni che, a giustificazione di tale sua trovata, ha
affermato: «In talia abbiamo questa
risorsa straordinaria che è il mare. È una delle nostre più grandi
infrastrutture e non l’abbiamo mai considerata tale. Una delle nostre proposte
è l’istituzione del Ministero del Mare: quindi turismo, pesca e infrastruttura
portuale…». Ed ha aggiunto: «Vi pare
normale che le merci preferiscano circumnavigare l’Europa e andare ad Amsterdam
o a Rotterdam, perché con le nostre infrastrutture impiegherebbero più tempo ad
arrivare a destinazione? È una follia. Noi perdiamo 70 miliardi di euro l’anno
solo per questa ragione». Ora, anche se queste sue affermazioni
corrispondessero al vero, sarebbe interessante che ogni cittadino avesse la
possibilità di verificarne la fonte dato che le cifre sono di una certa
importanza, e non si capisce come mai tale perdita giustifichi la nascita di un
Ministero, come se il già esistente Ministero
dell’Ambiente e Tutela del Territorio
e del Mare servisse poco o a nulla. Insomma, ancora una volta la politica
italiana si impone con il concetto degli assurdi incrementi, una sorta di espediente
per avere la garanzia di mantenere credibilità e visibilità nei confronti dei
propri elettori; diversamente per taluni politici potrebbe vacillare la loro
posizione per non essere stati… innovativi! Non si hanno ancora notizie di
eventuali oppositori, essendo la notizia appena annunciata dall’Ansa, ma
probabilmente tale idea germogliava già nell’orto de’ I Fratelli d’Italia, la
cui ligia e sapiente “contadina” ha pensato di far fiorire sperando di cogliere
quei “frutti” che, ovviamente, non sono né ricci e né vongole; ma una flora ittica
di sostenitori, simpatizzanti e potenziali elettori. Dunque, se questa bella
signora che non conosco e nei cui confronti non ho nulla di personale, reputa
saggia la sua proposta, dovrebbe far tesoro della saggezza dei latini i quali
sostenevano: «Etian sapientibus cupido gloriae novissima exuitur», ossia anche per i saggi
la brama della gloria è l’ultima cosa di cui si liberano.
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