Le eterne differenze...

 

LE ETERNE DIFFERENZE DI FRONTE ALLA MORTE E ALLE MALATTIE

Un destino di cui l’Umanità si vuole continuamente impadronire

di Ernesto Bodini

Con tutta schiettezza non riesco a comprendere quante eccessive importanza e ridondanza si stia dando in questi giorni alla notizia che il Pontefice a breve sarà sottoposto ad un intervento chirurgico. Prassi medica che si svolge in qualunque ospedale ogni giorno per molti pazienti comuni, nei confronti dei quali non si dà rilevanza se non in caso di rare o rarissime difficoltà. Premesso che la salute e la vita umana hanno il medesimo valore, indipendentemente dallo status sociale delle persone, vorrei rilevare che molti cittadini comuni a parità di problema ogni giorno hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari e, tranne le urgenze-emergenze come è noto, prenotare una visita medica od un esame strumentale per molti spesso diventa una impresa e, il fatto che sei milioni di italiani abbiano dovuto rinunciare a farsi curare, mi pare che non servano ulteriori commenti. Quindi il vicario di Cristo, un presidente di Repubblica, un ministro o un sovrano, sono esseri umani uguali agli altri e, il fatto che si ammalino e necessitino di cure tempestive senza dover superare ostacoli burocratici ritengo essere un’ingiustizia, giacché il buon Dio ci ha creati uguali senza distinguerci l’uno dall’altro. Questo concetto, come più volte ho scritto, vale anche quando si muore in quanto ritengo assurde le differenze relative alle esequie: largo censo ed onori per chi nella vita ha rappresentato un determinato ruolo sociale e/o professionale. Spesso e da sempre si dice che l’unica cosa certa è la morte e che fama e ricchezza restano sulla Terra con il loro "valore materiale” che di fronte a Dio si dissolvono all’istante..., ciò che conta durante l’esistenza terrena  è quello che si è fatto e non si doveva fare, e quello che non si è fatto e si doveva fare; parimenti (ma più ipocritamente) da sempre si afferma che facendo elemosina vale di più una monetina di una persona comune, che una cifra sostanziosa di un benestante. Inoltre, si aggiungano le molteplicità dei conflitti e di quelle rivalità per difendere un bene che si crede essere proprio e non comune come parte di un terreno, una striscia di mare, un pezzo di montagna, o altri prodotti della Natura concessi dal Creato. Duque, essere cristiani a parer mio implica parità ed uguaglianza: le malattie come la morte non risparmiano nessuno, e ripeto, privilegiare certi personaggi (si noti l’iniziale minuscola) piuttosto che altri, reputo essere una grave ingiustizia e, a conferma di ciò, leggasi la vita e l’opera di alcuni protagonisti del rispetto dell’uguaglianza e quindi della Persona, come ad esempio il filantropo Albert Schweitzer  (1875-1965) per le cui cure fisiche e spirituali ai negri del Gabon non conoscevano distinzioni; come l’opera caritatevole e instancabile di Madre Teresa di Calcutta (1910-1997), lo strenuo difensore dei diritti umani Martin Luther King (1929-1968) e tanti altri. In buona sostanza, a mio avviso, finché esisteranno queste differenze l’umanità continuerà ad impoverirsi, e molti suoi membri non avranno alcuna attenuante di fronte al Giudizio ultimo ed universale.


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