Impariamo dalla saggezza dei filosofi...

 

IMPARIAMO DALLA SAGGEZZA E DALLA LUNGIMIRANZA DEI FILOSOFI

La poca  e non sempre utilità dei beni materiali come pure la superficialità

di fronte ai dilemmi dell’esistenza umana, sono le ragioni per cui riflettere

di Ernesto Bodini

Finché si ambisce ai giochi televisivi a quiz, finché si riempiono stadi e arene, finché si ambisce alla notorietà attraverso cinema e televisione, finché si fa pseudo cultura, finché si mette a repentaglio la propria e altrui vita praticando sport estremi, finché si fanno sapere i propri fatti personali in televisione o parlando al cellulare ad alta voce  in pubblico, finché si evade il fisco, finché si corrompe, finché si danneggia la Natura, finché ci saranno conflitti bellici, finché si darà adito al progresso per iniziative assurde, finché si darà censo ai politici che gridano sempre di più e si azzuffano, finché gli stessi non si scrolleranno di dosso il titolo di Onorevole, finché la legge non sarà uguale per tutti, finché la Costituzione continua ad essere sempre più “impolverata”, ed altro ancora, io credo che il mondo continuerà a subire una deplorevole metamorfosi e il genere umano si impoverirà numericamente, fisicamente e spiritualmente. Purtroppo bisogna considerare che l’uomo onesto (di matrice socratica) è sempre più raro, e a poco servono gli esempi dettati dalla razionalità e dalla normale considerazione umana, anche se non bisogna desistere da questo modo di proporsi gli uni verso gli altri con amore e caritatevolezza. L’umanità ha sempre subìto il fascino tanto del bene quanto del male, due modi che si vanno contrapponendo sempre di più e, stando agli eventi di ieri e di oggi, il fascino del male prevale sempre di più su quello del bene. A questo punto mi chiedo se tutto ciò fosse preordinato, che senso avrebbe credere in qualche cosa di “supremo” per vedere l’evoluzione della specie che progredisce e continuamente si autodistrugge altrettanto progressivamente con le proprie mani? Consideriamo inoltre che, a parte le malformazioni cerebrali dalla nascita e quelle traumatiche, ogni essere umano ha un cervello pensante e dalle innumerevoli potenzialità la cui realizzazione di pensieri ed azioni ha spesso ha dell’inverosimile sul piano della razionalità. Tali potenzialità, esprimendosi sia in senso positivo che negativo, gli esseri umani si dividono in coloro che sono orientati alla continua ricerca del benessere e coloro che si accontentano della cosiddetta normalità esistenziale o rinunciano addirittura ai beni materiali più preziosi. Per fortuna esiste anche l’equilibrio in grado di bilanciare i due-tre aspetti, ma ad onor del vero la tendenza alla ricerca del benessere e alla supremazia sta avendo da tempo una maggiore incisività tale, a mio avviso, da condizionare molti esseri umani ritenendo inferiori gli uni verso gli altri... Riallacciandomi all’inizio dell’articolo, seppur idealmente mi piacerebbe richiamare in vita il pensiero di filosofi del passato, i cui profondi pensieri e saggezza, potrebbero darci qualche ipotetica risposta o comunque un suggerimento per il nostro modus operandi. Ma chi sono questi illustri nostri antenati dei quali si tende a dimenticare a volte anche nelle aule accademiche, e ancor più tra i comuni mortali, ossia tutti noi? Ecco qui di seguito un “prezioso” elenco e relative lapidarie affermazioni.

I greci Socrate (470-399 a.C.): “L’origine di tutti i mali è l’ignoranza” - Aristotele ( 384-322 a.C.): “Una rondine non fa primavera” – Platone (427-348 a.C.): “Il tempo è una finzione mobile dell’eternità” – Gli italiani Agostino d’Ippona (354-430 d.C.): “Signore, rendimi casto, ma non subito” – Tommaso d’Aquino (1224-1274): “Guardati dall’uomo che ha letto un solo libro” – Il francese Michel Montaigne (1533-1592): “Sul più alto trono del mondo siamo seduti sul nostro culo” – L’inglese Francesco Bacone (1561-1626): “Sapere è potere” – I francesi René Descartes, alias Cartesio (1596-1650): “Nulla è in nostro potere se non i nostri pensieri” – Blaise Pascal (1623-1662): “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce” – L’inglese John Locke (1632-1704): “Il governo non ha altro fine che proteggere la proprietà” – L’olandese Baruch Spinoza (1632-1677): “Né ridere, né piangere ma capire” – L’inglese Isaac Newton (1642-1727): “Posso misurare il moto dei corpi, non l’umana follia” . Il tedesco Gottfriend W. von Leibniz (1646-1716): “La logica è in sé difficile e molto facile” – Lo scozzese David Hume (1711-1776): “La bellezza delle cose è nella mente che le guarda” – Lo svizzero Jean-Jacques Rousseau (1712-1778): “L’uomo è nato libero e ovunque è in catene” – Lo scozzese Adam Smith (1723-1790): “La morale si fonda sulla benevolenza” – I tedeschi Immanuel Kant (1724- 1804): “Abbi il coraggio di usare la tua propria intelligenza” – Arthur Shopenhauer (1788-1860): “Chi è amico di tutti è amico di nessuno” – Il francese Alexis de Tocqueville (1805-1859): “Democrazia è sinonimo di “eguaglianza” delle opportunità” – Il danese Sören Kierkegaard (1815-1855): “Chi è dotato di ironia sarà dominato dalla moglie” . I tedeschi Karl Marx (1818-1883): “La religione è l’oppio dei popoli” – Friedrich Nitezsche (1844- 1900): “Anche l’anima ha bisogno delle sue fogne” – L’austriaco Hedmund Husserl (1859-1938): “Qualunque sia lo stato degli oggetti della nostra coscienza o intenzionalità, vanno presi nella loro immediatezza” – Il francese Henri Bergson (1859-1941): Affermava la sovranità dello spirito alla materia, individuando una via tra il riduzionismo psichico e la spiritualità della coscienza. – Lo statunitense John Dewej (1859-1952): “La vita, in ogni aspetto, aborre l’immobilismo, dinamica per definizione, tale dinamismo deve essere indirizzato dalle istituzioni, le arti, l’educazione, la tecnologia, la scienza” – Il tedesco Max Weber (1864-1920): “La cattedra non è dei profeti e dei demagoghi... al profeta e al demagogo è stato detto: esci per le strade  e parla pubblicamente” – Il britannico Bertrand Russel (1872-1970): “Chi è un sadico? Uno che è gentile con un masochista” – L’austriaco Ludwig Wittgenstein (1889-1951): “La filosofia è un gomitolo da districare. Inutile tirare” – Il tedesco Martin Heidgger (1889-1976): “Ormai soltanto un Dio ci può salvare”.

Queste affermazioni, seppur lapidarie, a mio parere inducono a riflettere maggiormente sui valori dell’esistenza umana, a vedere meglio all’interno di noi stessi e, possibilmente, trarne beneficio nella pratica quotidiana. E chi ha qualche difficoltà nella comprensione, può ricorrere alla ricerca delle singole biografie che si possono individuare nelle librerie e nelle maggiori biblioteche. Ma resta comunque il fatto che cimentarsi nella impegnativa “impresa” dell’approfondimento della filosofia, significa avere un senso di responsabilità se si vuol concepire il fascino del Creato e dell’esistenza umana in particolare. Un dovere che ritengo utile per tutti per poter affermare, come sosteneva il medico-filantropo e filosofo, Premio Nobel per la Pace, l’alsaziano Albert Schweitzer (1875-1965): «Se l’uomo vuol far luce su sé stesso e sul suo rapporto con il mondo, deve prescindere dalla congèrie di elementi che costituiscono il suo pensiero e la sua cultura, e rifarsi al primo fatto della sua coscienza, il più immediato, quello che è perennemente presente. Solo di qui può giungere a una visione ragionata del mondo… L’affermazione della vita è l’atto spirituale con cui egli cessa di lasciarsi vivere e comincia a dedicarsi alla sua vita con rispetto per elevarla al suo vero valore. Affermare la vita è approfondire, interiorizzare ed esaltare la volontà di vivere… L’etica del rispetto per la vita comprende dunque in sé tutto ciò che può essere definito con amore, dedizione, partecipazione nel dolore, nella gioia e nella fatica… Il rispetto per la vita nato nella volontà di vivere divenuta consapevole contiene, strettamente congiunte, l’affermazione del mondo e l’esigenza morale. Essa cerca di creare valori e realizzare progressi che giovino all’ascesa materiale, spirituale ed etica dell’uomo e dell’umanità».


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