DIRITTI, DOVERI E LIBERTÀ. QUALI CONFINI?
Sul piano umano siamo tutti uguali ma l’eccessiva
promiscuità risulta essere sempre più deleteria...
di Ernesto Bodini
Ritengo essere assurdo, se non ipocrita, parlare di libertà quando un Paese che vanta democrazia e uguaglianza di diritti e doveri non vanno di pari passo. Siamo sempre meno tutelati e sempre più spiati ad ogni metro che si percorre in questa o quella via, in questo o quel locale, per non parlare dei controlli attraverso le varie reti social e telematiche, AI compresa. (Per fortuna solo Dio può entrare nei nostri pensieri...). Di fatto si vive col fiato sul collo e questa non è libertà, ancorché sempre meno garantita. Il fatto stesso che tutti i giorni sono a rischio i nostri diritti e la nostra incolumità, verrebbe da fare un ripensamento sulla bontà (ingenua?) dei padri della Costituente, i quali non hanno previsto, e forse non potevano prevedere, le conseguenze negative dal ’68 in poi; così mai avrebbero potuto prevedere i pro e i contro del cosiddetto Europeismo che, per quanto nobile negli intenti, gli aspetti negativi non si sono fatti attendere. Si consideri, ad esempio, l’apertura delle frontiere, ovvero la massiccia e costante immigrazione di alcune etnie (si noti che volutamente non ho usato la parola razze), il cui continuo ingresso comporta innumerevoli problemi di ordine pubblico e, il fatto che circa il 40% dei detenuti nelle carceri italiane siano stranieri, significa che se non fossero immigrati non avrebbero commesso reati contro i nostri connazionali e contro il nostro patrimonio. Ma al di là di come la si pensi politicamente in merito, la questione razzismo (termine in questo caso d’obbligo, ma non mio) non c’entra; mentre si dovrebbe considerare l’estrema diversità culturale, di usi e costumi oltre che religiose; pertanto, a parte le poche eccezioni, l’interazione risulta essere una deleteria forzatura. Tuttavia, si continui pure a parlare di diritti e di uguaglianza: nel mondo c’é posto per tutti, ma nella Penisola italiana purtroppo c’é posto anche per chi delinque e vive di espedienti, come se non bastassero i reati commessi dai nostri connazionali. E anche se alcune correnti politiche (forse solo una) continuano a voler respingere quegli “ospiti” che vivono al di fuori delle regole, gli autori di quelle correnti non riescono a farsi ascoltare essendo etichettati di mero razzismo. Ma come ripeto non è così. Si provi ad immaginare, ad esempio, se questi “padroni della Terra altrui” (la nostra) dovessero commettere uno o più reati nei confronti delle alte cariche dello Stato, cosa non improbabile ma assai difficile dal lato pratico in virtù del fatto che le suddette sono tutelate per la loro incolumità. E noi cittadini “sudditi” non possiamo godere della stessa tutela? O dobbiamo continuare a soccombere per mano di questi “invasori”? Per contro le diverse etnie che si sono ben inserite nel nostro Paese non sono molte, e di questo passo il rischio è quello di fare di tutta l’erba un fascio anche se, va detto, che nello sport non si può più parlare di squadre nazionali o di nazionale italiana, proprio perché tra i componenti parte dei quali sono stranieri. In questo caso il diritto alla libertà e all’uguaglianza è caratterizzato dal monetizzare quanto più possibile tra acquisti, ingaggi e sponsorizzazioni. Insomma, un’Italia frammentaria e non unita come era negli intendimenti dei nostri connazionali dall’800 in poi, con la differenza che all’epoca il nemico invasore... inevitabilmente andava respinto con la “forza”. In buona sostanza, meglio sarebbe gestire bene prima il nostro Paese, e poi agire in difesa e tutela di altri popoli ma nel loro paese. E se ciò per alcuni non rientra nella democraticità, è bene che si ravveda e prenda come esempio la filosofia e l’opera di Albert Schweitzer, il quale dedicò la sua intera esistenza alla cura fisica e spirituale dei negri del Gabon a casa loro, non sovvertendo in alcun modo i loro usi e costumi. Ma si sa, i politici non sono filantropi e tanto meno preposti all’evergetismo.

Commenti
Posta un commento