QUALCHE
OSSERVAZIONE SUI PRIMI QUATTRO
ANNI
DI GOVERNO DELLA PREMIER IN CARICA
Un
breve elenco di doveri espletati ma ancora carenze da colmare
di
Ernesto Bodini
Nei giorni scorsi, e precisamente venerdì
4 settembre, la premier Giorgia Meloni ha voluto festeggiare i suoi 1.413
giorni di Governo da lei condotto, con lo slogan assai ridondante: “Governo più stabile, Italia più forte”.
Non volendo mettere in dubbio alcuni risultati ottenuti da lei e collaboratori,
personalmente ritengo che non ci sia nulla da festeggiare tanto meno con tanta
pomposità, come se avesse salvato la Patria, in quanto per il ruolo da lei
ricoperto e dai provvedimenti (in parte) intrapresi rientravano esattamente tra
i suoi doveri; ossia sarebbe come dire che un capo famiglia intende festeggiare
i primi anni di matrimonio avendo migliorato le condizioni di vita dei suoi
componenti, mentre tale compito rientra tra i suoi precisi doveri. Ma tornado
alla premier Giorgia Meloni e ai componenti del suo Governo, bisogna rilevare
la tuttora esistenza di alcune inefficienze che stanno lacerando il Paese. Si
citino, ad esempio, l’incolumità nazionale sempre più a rischio a causa dalla
malavita, i tassi di disoccupazione e precariato per nulla azzerati, i
molteplici infortuni (e decessi) sul posto di lavoro, l’inflazione che permane con
notevoli di difficoltà di riduzione, le molteplici problematiche relative alla
sanità, l’incuria ambientale che va sempre più estendendosi, i flussi migratori
sempre più difficili da gestire e dai costi considerevoli, le questioni
abitative, il tasso di denatalità come pure quello di povertà che non si vanno
riducendo. E che dire, ancora, delle ultime generazioni (laureate e non) che
emigrano all’estero per le ragioni che tutti conosciamo? Ma il quadro negativo
della Nazione che la suddetta è orgogliosa di aver condotto sinora con un piglio
di civetteria e di “savoir faire”, non disgiunto da una certa dose di
ottimismo, tanto da garantire una buona ripresa, andrebbe completato con la
menzione dei problemi relativi alle persone disabili e agli anziani, le cui
esigenze di attenzione dovrebbero essere tra le priorità; ma così non è tanto
che gli interessati continuano a restare nelle retrovie della scarsa
considerazione. Ciliegina sulla torta il problema delle carceri costantemente sovraffollate,
la penuria dell’organico penitenziario e, per dirla sino in fondo, la suddetta
Signora e Collaboratori non li ho mai sentiti dedicare un pensiero o una parola
per tutti i detenuti a causa degli errori giudiziari, e tanto meno qualche
considerazione sulla non occupazione delle persone disabili, soprattutto quando
snocciola dati sulla occupazione in generale. E a questo proposito, poco tempo
fa ho fatto pervenire alla Premier una missiva evidenziando, a nome della
collettività, la mia preoccupazione sulla scarsa tutela per la nostra
incolumità e, con il proposito di “sensibilizzarla”, concludevo la missiva
aggiungendo una mia preghiera dedicata a tutti i detenuti innocenti. Ebbene, la
corrispondenza è pervenuta e ritirata dalla sua segreteria, ma la destinataria
non si è degnata di un cenno di riscontro. Detto questo, e tutto quanto su
esposto, non mi sembra che la Signora (a
mio avviso non sufficiente umile e modesta) abbia avuto motivo di festeggiare
un ruolo di oltre quattro anni condotto con professionalità (strettamente
politica), ma al tempo stesso zoppicando con evidenti difficoltà di miglioria.
Una precisazione: chi scrive non predilige alcuno essendo un anticonformista,
ma sempre nel rispetto delle Leggi e della Costituzione... oltre alla dedizione
al no profit in vari ambiti, ruolo di cui non mi vanto essendo un mio preciso
dovere civile e di solidarietà.
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