Quanto si è realmente preoccupati?

 

QUANTO SI È REALMENTE PREOCCUPATI PER LA NOSTRA SORTE?

Se la burocrazia è sempre più penalizzante gli eventi quotidiani

d’ogni sorta costituiscono un’aggravante per la nostra incolumità 

di Ernesto Bodini

Sembra che non ci sia nulla da fare: tutti i giorni si contan0 feriti e decessi per ogni causa: delitti, incidenti, sul lavoro e stradali, anche a causa anche delle calamità naturali, tant’é anche in Italia (tanto per restare in casa nostra) la popolazione da seppellire sta aumentando a vista d’occhio. Senza contare coloro che tentando di raggiungere le nostre  coste vanno a popolare il cimitero del Mediterraneo. Insomma non c’è requiem per nessuno, a parte alcune figure istituzionali che sono iper protette di diritto... Ora, tirando le somme, per quanto riguarda la nostra incolumità, ad esempio, la Costituzione non risulta essere più garantista lasciando i cittadini allao sbando, e quindi costantemente in mezzo ai molteplici pericoli. Se questi sono i progressi del XXI secolo c’é da chiedersi a chi imputare determinate responsabilità, anche non difficile arrivare alla conclusione; ma intanto bisogna rendersi conto che il nostro Paese è come una sorta di polveriera, e sfortunato è chi sitrova su una determinata miccia in quel momento. Anche se i mass media ci aggiornano (ma non di tutto e non sempre) dovremmo acquisire maggior consapevolezza per capire (per quanto possibile) come tutelarci, ma ciò nonostante il cittadino preso singolarmente subisce passivamente, ancorché di fronte ogni volta alla esequie, ai sermoni, ai vari riti celebrativi e a diverse altre forme espressive che sanno tanto di retorica quanto di ipocrisia. Come ho scritto recentemente, ogni intervento educativo verso un minore o verso un adulto, per quanto utile non sortisce alcun effetto in quanto se tali soggetti non intendono essere rieducati o indotti alla retta via, non c’é Santo tenga: gli stessi continueranno ad essere degli sbandati mettendo a repentaglio la salute e la vita altrui, oltre a ledere il patrimonio pubblico. Questa evoluzione che si configura come un fenomeno incontenibile, sino a 30-40 anni fa non esisteva, o comunque molto limitatamente, e non è un caso se si è esteso soprattutto in questi decenni con l’aboilizione del Servizio di Leva (1/1/2005) e con l’ingresso massiccio degli stranieri soprattutto dagli anni ’70. In questo caso non si vuole disquisire sul carattere umanitario con intese a livello europeo, ma nello stesso tempo per quello che ci riguarda la gestione, a dir poco, è sempre stata e continua ad essere disomogenea, incontenibile e dai costi illimitati... E intanto, i politici nostrani che tanto hanno ambìto a ricoprire determinate responsabilità, cosa fanno in concreto? A mio dire, e non solo, i loro è un continuo confrontarsi dentro e fuori dalle Aule parlamentari, rinfacciandosi a vicenda una o più incompetenze e tanto altro ancora. Sarò un anticonformista “in eccesso”, ma da semre sostengo che quando a dirigere l’orchestra si è tanti la musica prodotta diventa sempre più stonata...! Ma ripeto, intanto la gente continua a morire come le mosche, e in gran parte non per cause naturali o per malattia; un’ecatombe che non trova più spazio per essere ospitata, ed è perfettamente inutile ogni volta indire una giornata di lutto nazionale, bandiere a mezz’asta, manifestazioni di cordoglio ai famigliari delle vittime, e tante altre “amenità” che in questi casi molti eventi si potevano evitare. Detto ciò, non venga comunque mai meno la mezione e il rispetto per chi ha subito e per chi soffre, ma si provi a fare “meno politica” e più pragmatismo perché diversamente, sono sempre più convinto, le nostre sorti non potranno che peggiorare ulteriormente. Ma non solo, si tratta inoltre fare tutto ciò che è possibile per garantire un futuro più sereno e sicuro alle attuali giovani generazioni e a quelle future, le quali come tutti non hanno chiesto di venire al mondo e tanto meno di soffrire a causa di terzi (patologie a parte). Chi scrive è un esperto  da anni di tematiche sociali, che osserva attentamente con occhio critico e razionale gran parte degli eventi quotidiani, e oltre ad essere un anticonformista di vecchia data, è alla costante ricerca di quel minimo di saggezza e, proprio per queste ultime ragioni, non ha l’ambizione e tanto meno la pretesa di ricoprire un ruolo politico-istituzionale, a differenza di coloro che hanno fatto salti mortali per ricoprire un ruolo che richiederebbe molteplici competenze... oltre a riconoscere i propri limiti. E questa si chiama onestà  intellettuale?  Vorrei concludere lasciando un piccolo spiraglio di ottimismo (personalmentte sono un pesssimista fino a prova contraria), auspicando che tutti, politici e non, siano più umili e meno “nemici” fra loro, anche perché i loro sbagli e le loro incompetenze ricadono sulla collettività pagando un prezzo sempre più alto... tutti i  giorni!


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