Quando il politico "sbagliato" scende in piazza

 

QUANDO IL POLITICO “SBAGLIATO” SCENDE IN PIAZZA

È saggio considerare non solo quello che dice ma anche come lo dice: ma ogni

sorta di performance ha i suoi lati significativi... che possono trarre in inganno 

di Ernesto Bodini

Se volessimo giudicare i politici, almeno alcuni, anche dalle apparenze, ci sarebbe da cimentarsi in una sorta di analisi psicologica sul loro comportamento: gestuale, timbro della voce, modi di vestire in certe situazioni, e tutta una serie di platealità che denotano una personalità interiormente povera se non anche per certi versi puerile. In questi giorni la premier Giorgia Meloni, ad esempio, in più occasioni è salita sul palco per ricordare il suo operato sinora svolto e per annunciare proposte innovative per il Paese, e ciò sempre davanti a platee gremite di fan, sostenitori, simpatizzanti, curiosi e giornalisti. Il suo modo di esporre dal tratto autoritario, sicura di sé e con fare particolarmente enfatico, continua ad attirare consensi e scroscianti applausi specie se il tono di voce diventa via via sempre più alterato, ed ogni specifica affermazione è seguita da alzate di mani al cielo e distribuendo baci a destra e a manca. Questo modo di fare propaganda è anche per sotto intendere: “Guardate come sono bella e brava”, ed è imitato anche da qualche altro politico, come ad esempio il suo vice Matteo Salvini il quale oltre a gesticolare moltissimo, talvolta si esibisce indossando felpe, giubbotti o berretti rappresentanti una realtà sociale e/o istituzionale piuttosto che un’altra, come voler dire chè più vicino alla gente. A ben osservare con l’occhio critico ma obiettivo, questo loro modo di apparire in pubblico di persona e anche in televisione pare non disturbare nessuno, proprio perché il popolo è tendenzialmente più orientato a recepire le loro affermazioni di quanto fatto finora e le promesse per il futuro che, puntualmente, sono smentite dalle varie opposizioni.

Ecco che, per queste ed altre ragioni, i politici amano recitare, come ripeto, attirando l’attenzione alzando la voce e puntando il dito contro qualcuno, un voler “accusare” per difendere la propria persona e il proprio operato; del resto hanno diritto di terminare il loro mandato e, manco a dirlo, l’ambizione di restare al potere per tutti quei vantaggi che conosciamo. Se andiamo indietro nel tempo, all’epoca delle prime Legislature i politici al potere non avevano questo comportamento volto alla platealità od altre eclatanti manifestazioni: a far parlare di sé ci pensavano i mass media... un po’ meno assatanati di oggi, probabilmente a quei tempi c’era meno concorrenza in quanto esistevano meno testate giornalistiche. Sia comunque ben chiaro che ognuno può esprimersi come crede ma ritengo sia lecito e di diritto osservare, rilevare, valutare e criticare (senza astio) chi ci rappresenta; come pure è nel diritto di tutti credere o non credere ogni parola che esce dalla loro bocca... specie se ad alta voce e con il massimo della gestualità. Ciò in ragione del fatto che gridare, applaudire e farsi fare selfie a destra e a manca, non costituiscono necessariamente la garanzia di quello che ci vogliono trasmettere e soprattutto promettere. Era saggio colui che suggeriva: «Vota chi promette meno perché ti deluderà di meno». Queste mie considerazioni non sono da intendersi in particolare contro gli attuali personaggi al potere, ma verso coloro che credono di sapere e valere in quanto, a mio avviso, umiltà e modestia fanno l’Uomo, mentre presunzione, saccenza ed esibizionismo fanno il politico sbagliato...!

La prima foto è tratta da La Repubblica online


Commenti