COME SI PERDONO LE AMICIZIE E SI RIDIMENSIONANO LE RELAZIONI SOCIALI
di Ernesto Bodini
C’è
voluta l’esperienza della pandemia da Covid-19 per constatare ulteriormente che
nella nostra realtà italiana (quella che conosco meglio), si verificasse una
“metamorfosi” del comportamento umano. Mi riferisco alle relazioni sociali in
genere e al rapporto dei diversi aspetti di amicizia. Ma se l’effetto pandemico
è stato una concausa dei più negativi aspetti delle relazioni e del conseguente
poco apprezzamento fra le parti, c’é chi ha dato per scontato che all’origine
diversi sono gli atteggiamenti di intendere e comportamentali. Ad esempio, a volte
si tende a perdonare troppo frettolosamente un torto subito lasciando alla controparte
la facoltà di approfittare di tale perdono; in alcuni casi il non dissentire o
non fare obiezioni al momento giusto favorisce un vantaggio altrui; ma si
consideri che anche il fatto di essere troppo generosi facilita la strada
dell’approfittamento, come pure l’eccessiva permissività può essere deleteria; inoltre si aggiunga anche il grado di sopportazione di un’azione spiacevole
che, portato alla lunga, può ritorcersi contro chi è troppo paziente. Un altro
aspetto da non sottovalutare è dato dal fatto che sono sempre più le persone
che non sanno apprezzare una cortesia o un dono, o addirittura non apprezzano
per nulla ciò che ottengono a titolo gratuito che ritengono essere dovuto... Infine,
più si è permissivi e più molte persone pretendono ulteriormente tanto che, a
volte, si ha la sensazione (se non anche la certezza) che la nostra disponibilità
venga data per scontata; come pure non vanno trascurati gli interessi meramente
economici e di qualsivoglia altra natura che unitamente a quelli su descritti,
favoriscono sempre più la lacerazione anche del più innocente rapporto umano,
proprio come l’amicizia; per non parlare poi della falsità e della ipocrisia (se
non anche dell’invidia) che a mio dire, tranne rare eccezioni, regnano sovrane
nel nostro mondo popolato anche da coloro che non ritengono di dover fare i
conti con la propria coscienza. Ultima considerazione: ora che l’intelligenza
artificiale e soprattutto i robot umanoidi entreranno a fare parte delle nostre
relazioni, mi è difficile se non assurdo pensare ad una degna “sostituzione”: l’uomo
è stato dotato di mente e spirito, il fantoccio meccanico-elettronico è dotato
(dall’uomo) di pulsanti e sensori che, detto con veemenza, non potranno mai
sostituire l’impareggiabile valore del Genere Umano. E se le amicizie e le
relazioni umane continueranno ad alterarsi, la responsabilità è unicamente
dell’Uomo.
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