LA LENTA RIPRESA DEI POST VACANZIERI
Meno distrazioni e più razionalità per un
recupero più veloce,
con particolare riguardo per le fasce deboli come gli adolescenti.
di Ernesto Bodini
Ogni anno, si sa, al
rientro dalle vacanze ansia e stress sono un “delirio” sia per gli adolescenti
che per gli adulti. È un fenomeno psico-sociale di un certo rilievo, non solo
per il problema in sé ma anche per il numero dei soggetti che manifestano tale
disagio, a mio avviso pseudo patologico. Ricordo che alcuni decenni fa questo
problema era avvertito da pochissimi, tanto che il rientro dalle vacanze e alla
normale quotidianità era vissuto quasi con naturalezza. A quell’epoca non si era
distratti e coinvolti da molte esigenze e attenzioni fisico-ludiche, mentre
oggi nell’era iper tecnologica e permissiva in eccesso, la psiche di molti
soggetti è come se andasse in “tilt” con la necessità di essere “resettata”,
quasi a dimostrare che la loro mente ha subito la violenza della modernità e
quindi della continua insoddisfazione. E proprio per queste ragioni disagi e
insoddisfazioni si pagano a caro prezzo: vedasi ad esempio la fatica a
riprendersi, e il ricorso a qualche psicoterapeuta. Ma tutto ciò è normale? Non
direi proprio giacché queste persone hanno perso la padronanza di sé, tanto da
farsi condizionare dai molteplici fattori esterni primo fra i quali il non
saper rinunciare... anche a quello che potrebbe comportare qualche conseguenza.
Quindi, ad inizio inoltrato del XXI secolo la società si presenta sotto le più
svariate forme, dividendo i suoi componenti privilegiandone alcuni e
penalizzandone altri. Tra tutti questi bisognerebbe gettare uno sguardo ad
un’altra fascia di popolazione, quella che avrebbe mille ragioni (comprensibili)
per soffrire di angoscia, stress ed altro ancora, ossia i poveri e gli
emarginati; una discreta fetta della componente umana che il più delle volte
non si lamenta (o ne ha timore), e mai si sognerebbe di interpellare uno
psicoterapeuta... indipendentemente dal dover pagare una parcella. Anche se le
differenze sociali sono sempre esistite, un po’ ovunque, resta il fatto che
quelle che coinvolgono le persone più deboli continuano a restare in un angolo,
lontane dai riflettori e ancor più dai politici-governanti che hanno la
responsabilità di far rispettare tutti gli articoli della Costituzione e, a
questo proposito, è inutile citarli ad ogni ricorrenza se poi non si fa nulla
per metterli in pratica. Ma come ben sappiamo demagogia e ipocrisia sono le
eterne sorelle siamesi, per nulla imparentate con quella che si chiama democrazia
(si noti le iniziali minuscole). Ma riallacciamdomi al concetto inziale, quella
fascia di adolescenti e adulti “disturbati” dalla ripresa in salita, suggerirei
di razionalizzare le proprie pretese e di farsi coinvolgere da una sana
lettura, piuttosto che dalla manipolazione dei vari social ed altri marchingegni
che, detto per inciso, sono anch’essi causa di stress e di qualche reazione...
non proprio razionale. Chi mi legge da un po’di tempo sa che la mia adolescenza
in parte l’ho vissuta in collegio, lontano dalla famiglia e, a parte i primi
momenti di tristezza, la mia psiche non ha subito danni... anzi, terminato quel
periodo, non solo non ho avuto bisogno di alcun psicologo, ma col tempo la mia
forma mentis è maturata velocemente...
sino a precorrere i tempi per un’età adulta. Vorrei concludere non
dimenticando che mentre per gli adulti “post vacanzieri” la ripresa è più
scontata, per gli adolescenti la famiglia resta il loro principale punto di
riferimento e, per quelli con carenze famigliari e affettive, non resterebbe
che avere come punto di riferimento gli insegnanti, ma anche le Istituzioni
perché lo Stato è il padre di famiglia... anche se, purtroppo, nella maggior
parte dei casi non sa assolvere questo impegno!
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