IL MONDO DELLE STAR
SINONIMO DI POVERTÀ DEI VALORI
E il popolo di fan e sostenitori aumenta ed è incontenibile
di Ernesto Bodini
Le
continue performances di sportivi, cantanti, attori e artisti vari sono una
continua fucina di fan e follower, quindi sostenitori che oltre a riconosciuti
notevoli guadagni godono di quella popolarità che rasenta a volte l’assurdo.
Questi protagonisti dediti allo svago per sé e per i loro beniamini, spesso
sono identificati quali divi, eroi (senza virgolette) e addirittura anche idoli
come se le loro azioni contribuissero a salvare la Patria. Inoltre, il pubblico
che li segue e li sostiene spendendo tempo e denaro spesso vanno in delirio, e in taluni casi sino alla emulazione. Un
comportamento che a volte rasenta l’irrazionale se si pensa agli scienziati che
hanno dedicato la propria esistenza (non arricchendosi) per curare i mali
dell’umanità. Ebbene, questi ultimi non sono mai diventati delle star, degli
eroi e tanto meno degli idoli, e alcuni quando sono scomparsi hanno avuto poco
censo. Ad esempio, quando nel lontano Gabon il medico-filantropo e premio Nobel
per la pace si è spento all’età 90 anni (1965), gli abitanti di quei villaggi
hanno assistito alle esequie in mesto e composto silenzio, esattamente come
egli ha voluto; così pure sua moglie che lo coadiuvato per molti anni nell’attività
africana, quando si è spenta in Europa
nel 1957 pochissimi ne vennero a conoscenza, se non per il fatto che la
salma per suo volere fu portata in Gabon dove riposa il marito. Così pure la
loro figlia Rhena Schweitzer Miller, dopo la morte dei genitori si trasferì
negli Stati Uniti, dove si dedicò filantropicamente con il marito all’assistenza
dei bambini. Morì anch’essa all’età di 90 anni (2009), e lo si seppe solo da
scarne notizie trapelate da qualche mass media. Solo nel tempo questi tre personaggi hanno acquisito fama, ma non certo da parte della massa... Più recentemente, molto si scrisse
quando morì nel 2012 la nostra connazionale e premio Nobel Rita Levi-Montalcini, e a parte gli addetti i lavori (pochi politici e i mass media) non ci fu molto
seguito, se non per riprendere a commento il frutto dei suoi lavori di
scienziata. Altrettanto si può dire quando morì Madre Teresa di Calcutta nel
1997, evento commentato dalla Chiesa e da molti fedeli ma non da quel pubblico
che stravede solo per le star dello svago...
A
questo punto mi viene da fare un paragone. Ai tempi dell’antica Roma per
divertire il popolo venivano organizzati i combattimenti nelle arene, e spesso i
gladiatori soccombevano mandando in delirio la folla che ne decretava la loro
morte; oggi le arene sono modernizzate per ospitare sportivi e cantanti e,
anche se nessuno è “a rischio vita”, la folla va in estasi ma a volte con altri
tipi di conseguenze. Un confronto blasfemo? Non proprio perché se si rispettano
le epoche, le proporzioni e il modo di distrarre il popolo, il principio non
cambia, anzi, paradossalmente è peggio perché oggi si muore anche per violenza,
ad esempio, negli stadi ed in altre sedi di svago per eccesso di euforia, rivalità, etc. In buona
sostanza, quello che vorrei sottolineare, è che la continua ricerca e la costruzione
di idoli a mio avviso impoveriscono sempre di più i valori dell’umanità,
all’interno della quale il tutto continua ad essere il nulla... e poi ci si
lamenta se le relazioni umane ci riservano serie conseguenze esistenziali!
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