Nuove banconote: perché non per la pace?

 

L’ONEROSO IMPEGNO DI “RIDISEGNARE”

LE FUTURE BANCONOTE DELL’EURO

Il suggerimento della scelta è aperto a tutti se si vuole

ricordare chi tanto si spese per la pace nel mondo 

di Ernesto Bodini 

È evidente che con l’evoluzione dei tempi segue ogni sorta di adeguamento un po’ in tutti i campi. Ad esempio, nel “rinnovare” la più o meno discussa moneta dell’euro, entrata in vigore nel 2002,  oggi si parla di cambiare il look delle relative banconote, tant’é che grafici di tutta Europa ne hanno “reimmaginato” il possibile aspetto grafico, e una delle loro proposte che verrà approvata sarà il nuovo disegno della prossima serie. Da questo momento in poi suggerimenti e proposte si sommano una dopo l’altra, affinché vengano scelte le immagini di personaggi tra i più rappresentativi che hanno fatto storia e nel mondo, per i vari tagli delle banconote. Sappiamo tutti che tra questi ve ne sono molti che con la loro opera hanno lasciato un’impronta, uno più meritevole dell’altro considerando i vari campi dello scibile umano artistico-culturale, scientifico e umanitario. A questo riguardo, per il fatto che stiamo vivendo un’epoca di conflitti (come se non fossero bastate le due ultime guerre mondiali), la necessità della pace è tanto invocata da tutti e un po’ ovunque e proprio per questa ragione credo che si possa ipotizzare, ad esempio, di dedicare uno o più tagli di banconote a due sostenitori della pace quali sono stati Albert Schweitzer (1875-1965) ed Albert Einstein (1879-1955): il primo filosofo e medico filantropo in Gabon, nonché premio Nobel per la Pace nel 1954; il secondo insigne scienziato di fama internazionale, suo amico, i cui commenti in merito sono riportati dal carteggio “Pace e pericolo atomico – Le lettere tra Albert Schweitzer e Albert Einstein”, a cura di A. Guglielmi Manzoni, ed. Claudiana, 2011.

La loro amicizia così come la loro saggezza, erano accomunate da quel reciproco ideale che è la pace tra i popoli. Einstein si era fatto promotore di una forte campagna pacifista, esortando tutti gli uomini a non diventare soldati in quanto, sosteneva: «... dove stanno gli eserciti arrivano le guerre». In seguito il mondo venne estesamente a conoscenza dell’opera umanitaria di Schweitzer in Gabon, come unico a parlare di umanità e quindi alla coscienza del mondo. In effetti, i discorsi del filosofo alsaziano e i suoi appelli alla pace avevano una finalità pedagogica, ossia risvegliare le coscienze addormentate degli esseri umani; e proprio uno di questi discorsi sulla pace, è stato il tema portato in conferenza a Oslo nel 1954 in occasione del conferimento del Premio Nobel. Una esposizione, un monito ai potenti del mondo, soprattutto ai politici che decidevano con le guerre il futuro dell’umanità. E come più volte ho ricordato, nel 1962, quando scoppiò la “Crisi dei Caraibi”, significativo fu l’invio di una sua lettera al presidente americano John F. Kennedy, invitandolo a una saggia ed equilibrata decisione, ossia a evitare la corsa agli armamenti, scongiurando così il pericolo di uno spaventoso conflitto atomico.

Le sua “esortazione” non rimase inascoltata poiché il presidente americano, nel rispondere al filosofo alsaziano ormai quasi novantenne, ammise di aver a lungo riflettuto sulle sue parole e sulle conseguenze di una drastica risoluzione politico-militare e, nel concludere, lo definì «una delle personalità morali di maggior rilievo del nostro secolo». Ecco che, alla luce di questa storica e doverosa rievocazione, a mio modesto parere sarebbe alquanto utile riflettere tutti affinché si possa ipotizzare di veder comparire sulle future banconote a diffusione europea, le immagini di due grandi uomini votati alla pace e per la pace. Ovviamente, senza nulla togliere ad altri altrettanti meritevoli protagonisti. Vorrei concludere che spetta all’intera umanità il compito di far sì che la Terra diventi più abitabile per tutti, dove tutti nello spendere una banconota con l’immagine di Schweitzer ed Einstein, possano ispirarsi al loro esempio affinché la pace nel mondo sia una priorità. 


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