Evoluzione dal futuro incerto...

 

BREVE ANALISI DELL’EVOLUZIONE DI UN PAESE DAL FUTURO INCERTO

Molti i problemi ancora da risolvere: dal veloce e inarrestabile progresso

alle troppe incontrollate libertà che non favoriscono tempi migliori

di Ernesto Bodini

Per ben valutare la situazione generale di un Paese io credo che bisognerebbe anzitutto analizzare quali e quanti sono i problemi che ne ostacolano la crescita e la serenità. L’elenco sarebbe assai lungo, ma vorrei provare a fare un minimo elenco evidenziando quelli più importanti e mai risolti... Anzitutto partirei dalla classe politica che sta al potere, i cui esponenti non solo hanno un ruolo politico-operativo, ma dovrebbero avere più competenze giacché preposti a proporre ed emanare Leggi; a corredo di ciò sarebbe utile sapere quali le reali ragioni che li hanno ispirati ad intraprendere la corsa al potere... di fatto una arsura senza fine. In secondo luogo ci sarebbe da sapere con quali criteri e parametri vengono stabiliti i loro stipendi (oltre ai vari benefit), per non parlare poi che molti di essi prima di occupare quegli scranni avevano un’attività, e magari a fine mandato tornerebbero ad occuparla per poi raggiungere la “doppia” pensione. Dopo questi importanti aspetti sarebbero da elencare i molteplici problemi economico-finanziari, la gestione dell’ambiente, dell’occupazione (ivi compresi gli infortuni professionali), della sanità, dell’istruzione, della sicurezza, il controllo della natalità e la cultura includendo la ancora esistente analfabetismo di ritorno; come pure il rapporto Stato-Chiesa e le relazioni sociali... sempre più dispersive, includendo i rapporti tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni (P.A.) oggi sempre più distanti. E che dire del progresso tecnologico sempre più in ascesa e incontrollato? I diversi social, come anche l’irruente intelligenza artificiale con l’imposizione dei robot-umanoidi, aspetti che potrebbero rappresentare qualche vantaggio, ma soprattutto seri problemi di vita in ogni settore.

Ma a monte di tutto ciò, anche se in sintesi, va rilevato che la vita del Paese continua a subire l’ingerenza della immigrazione con le notevoli conseguenze in gran parte negative che sono all’ordine del giorno; le conseguenze di quest’ultimo aspetto unitamente ai precedenti, io credo che sia riconducibile a partire dal post ’68, epoca per certi versi gloriosa in fatto di conquiste, ma nello stesso tempo assai carenti sono state le derivanti eccessive libertà e relativi spazi per manifestarle, tant’é che oggi ne stiamo pagando lo scotto a caro prezzo. Un prezzo che non potrà essere minimamente ridotto nemmeno dalle molteplici realtà di volontariato. Infine, tornando agli esponenti del potere, ci sarebbe da farsi molte domande sulle esigenze, o meno, delle continue relazioni internazionali in quanto non è detto che siano tutte strettamente necessarie e per lo più quotidiane. Per addivenire ad una conclusione di questi “dilemmi” bisognerebbe avere un po’ più di fiducia e ottimismo, ma ciò a mio avviso non basta non solo per la molteplicità dei problemi quasi mai risolti, ma anche perché amalgamare idee, competenze ed onestà intellettuale è praticamente impossibile. A questo riguardo, concluderei citando un aforisma del poeta e saggista francese Jean Maurice Eugène Clément Cocteau (1889-1963 – nella foto): «La verità non va confusa con l’opinione della maggioranza»; e personalmente aggiungerei: nemmeno con quella individuale. Un’ultima considerazione: gran parte dei problemi su esposti sono “condizionati” dalla immancabile burocrazia, che nessuno intende ridimensionare  e tanto meno rimuovere.


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