IL GIORNALISMO IN ITALIA, IERI E
OGGI
Esistono ancora dicotomie
“penalizzando” chi vale
anche se meno noto agli editori e al grande pubblico
di Ernesto Bodini
Se di giornalismo si vuol parlare con l’impegno della massima
obiettività, bisognerebbe fare però un distinguo tra giornalisti cosiddetti
posizionati (dipendenti diretti di un Editore), e giornalisti freelance e/o
occasionali e proprio per questo solitamente meno noti e “mal pagati”, o al
massimo precari. Ma poi vi è una terza categoria “minore”, ossia giornalisti in
erba o più propriamente dediti – sia pur per scelta – a collaborare con testate
non profit; questi ultimi mi permetto di precisare sono spesso “snobbati” o poco considerati dai colleghi affermati,
anche se taluni non sono meno professionali: come dire che se pagati si è più
professionali... Inoltre, tra i giornalisti affermati ve ne sono alcuni particolarmente
“permalosi” che non accettano suggerimenti e/o correzioni da colleghi a loro
non noti e tanto meno dai lettori... evidentemente in essi presunzione e immodestia
vanno di pari passo. Tuttavia, bisogna constatare che nel corso del tempo il
giornalismo ha fatto passi da gigante, sia per merito della evoluzione
tecnologica e sia per la moltitudine di notizie da diffondere, per la verità in
parte molto frivole e in parte di scarso o scarsissimo interesse per la
collettività, tanto che il giornalismo televisivo (unitamente ai vari social,
sempre meno controllati) ha preso il sopravvento, sia pur in positivo e in
negativo. Ma proprio perché il giornalismo è progredito con l’avvento dei vari mezzi
tecnologici... penalizzando in parte la versione cartacea, nel nostro Paese (ma
anche all’ester0) centinaia di edicole hanno chiuso i battenti, come pure più o
meno di pari passo le librerie. Anche per questa conseguenza io credo che stiamo
soffrendo di una sorta di evoluzione all’inverso, ma compensata dalla
informazione televisiva: molte le Reti nazionali e moltissime quelle locali in
tutte le Regioni del Paese. Inoltre, va anche detto che il giornalismo si è evoluto
anche per le sempre più incessanti notizie di gossip, cronaca nera e
giudiziaria, politica, sportiva, oltre alla rilevante pubblicità che, per
quanto ostica, è condivisa e pubblicata dagli editori. Parimenti sono sempre
più in aumento e altrettanto meno controllate le fake news. Ma a questo punto
c’é da chiedersi quanto è affidabile il giornalismo italiano (tanto per stare
in casa nostra), senza denigrare nessuno, in ragione del fatto che a mio avviso
rispetto a un tempo in realtà si legge meno, anche se quotidiani e periodici
sovente offrono inserti culturali e di utilità sociale a titolo gratuito.
Tuttavia, lo zoccolo duro resta l’individuazione del giornalista da assumere
e, contestualmente la valutazione della sua professionalità. Questa professione
non è mai comparsa negli annunci economici con la richiesta: “Cercasi
giornalista di provata esperienza”, mentre anni addietro sia pur raramente
compariva l’annuncio: “Cercasi giovani collaboratori per la testata...”.
Questa rievocazione e precisazione per significare che anche nel giornalismo
sono sempre esistiti nepotismo e clientelismo, per non parlare poi
dell’assunzione di giornalisti disabili. Questi ultimi, anche se rari sono
sempre esistiti, ma evidentemente una non perfetta presenza fisica... disturba
gli editori. Anche se ciò per taluni è discutibile (ma discutiamone), rammento
che il 21 febbraio 1998 il periodico Milano Finanza pubblicava il seguente
articolo, che riproduco integralmente.
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